STORIA DEI TAROCCHI – nome ed origini

Il Nome

Ma…..di cosa stiamo parlando? Dove e quando originano i tarocchi?

La storia e la provenienza dei tarocchi, nonostante le numerose filosofie di pensiero, rimangono oscure.

La parola “TAROT” parrebbe di origine francese. Ma originariamente pare fossero denominate “Naibi”, dal quale deriva “Naibis” e “Naipes” nome castigliese poi riportato a “Nabab” che, in sanscrito significa vicerè, luogotenente e governatore. Il famoso occultista americano Paul Foser Case, così formulò la frase ricavata dal tetragramma “Rota Taro Orat Tora Ator” che, tradotto, significa “La ruota del Tarot annuncia la legge di Ator”. Sorprendente l`analogia che ha il nome Taro con Tora, la legge ebraica fissata nei cinque volumi di Mosè.

 

Le origini

Antichissime, misteriose, affascinanti e variegate le teorie sull`origine dei Tarocchi.

Che, ancora oggi, rimane incerta!

Prima di inoltrarci nelle supposizioni, partiamo dai dati certi o meglio accertati! Le prime tracce ufficiali ci giungono in Italia in epoca tardo Medioevale, intorno alla metà del XV secolo. Le prime tracce documentali, le abbiamo con i Tarocchi dipinti da Bonifacio Bembo, per la famiglia dei Visconti di Milano e si comarcani-maggiori-milano-tarocchi-dei-viscontiponevano già di un mazzo di 78 carte, a rappresentare i “78 scalini della Sapienza” come li chiamava Charles Williams. 22 gli Arcani Maggiori, con carte numerate da 0 a 21 e contraddistinte da un nome; i Minori, invece suddivisi in 4 semi di 14 carte ciascuno  (“Arcani” significa segreti).

Se nel corso dei secoli la struttura del mazzo non si è modificata, le raffigurazioni grafiche invece, sono state terreno di sviluppo di centinaia di interpretazioni e svariate versioni, tutte legate all`estro ed alla sensibilità dell`artista. È da tutti considerata “classica” la versione dei Tarocchi Marsigliesi, risalente al XVII secolo.

Quel che è certo è che l`origine è esoterica! Riscoperti nel XVIII secolo da Antoine Court de Gèbelin che li descrive come “l`unico volume che ci è rimasto dei tesori perduti della biblioteca egiziana” supponendo che gli stessi siano l`anello di congiunzione tra l`antico Egitto e l`Occidente, attribuendoli al popolo di Israele, viste le affinità dei 22 Arcani Maggiori con il significato cabalistico delle 22 lettere che compongono l`alfabeto ebraico. Secondo l`occultista francese Alphonse-Louis Constant, noto come Levi (1810-1875), i tarocchi sarebbero un alfabeto sacro che gli Ebrei attribuirono a Enoch (discendente di Adamo ed Eva, nonno di  Noè che visse 365 giorni) e che altro non erano che “Il Libro dei Thoth” una sintesi, sottoforma di simbolo, della più remota sapienza egizia trasmessa dal Dio Thoth ai suoi accoliti. In tempi classici il dio egizio venne assimilato ai dio greco Hermes ed al romano Mercurio (inteso come divinità e non come pianeta). Altri invece sono addirittura del parere che l`origine dei gioco sia indiana, in quanto i simboli importanti delle carte sono attributi delle divinità indiane, in particolare di Ardhanari, la cui parte sinistra rappresenta Shiva e la destra la splendida Shatki.

L`interpretazione o intuizione del Gèbelin fu foriera di numerose creazioni di tarocchi esoterici, dei quali il più rinomato fu quello detto Grante Eteilla (derivante dal nome dell`artista Alliette, scritto al contrario).

Tutte le tracce arcaiche si perdono nel XIII secolo. Nel 1240, al Sinodo dii Worcester, si menziona solo un gioco “del Re e della Regina”, ma nessuno sa se fossero gli antisignani del mazzo di carte tradizionali o meno. Un monaco di Brefeld in Svizzera scrisse “Un certo gioco, chiamato gioco delle carte, approdò poi da noi nell`anno 1377, anno del Signore. In questo gioco viene descritto perfettamente con immagini lo stato attuale in cui si trova il mondo. Tuttavia mi è del tutto sconosciuto, in quale periodo, dove e tramite chi sia stato inventato”. Descrive poi un gioco composto da 52 carte che si suddividono in 4 semi.

Insomma, una teoria coerente porterebbe ad attribuire le sole 22 carte degli Arcani Maggiori ad un`origine ben più antica e mistica, mentre le 56 carte successive, i cosiddetti Arcani Minori, risalenti al Medioevo (i 4 semi potrebbero rappresentare i 4 ceti medioevali: le spade i Cavalieri, le coppe il Clero, i denari i Mercanti ed i bastoni i Contadini).

Ma a prescindere delle diverse teorie, quel che appare certo è che gli oltre 500 anni di storia nota e certa dei Tarocchi, ci porta inconfutabilmente ad asserire che i simboli e le immagini dei 22 Arcani Maggiori siano figure archetipiche dell`animo occidentale, che erano già presenti nella protostoria dell`umanità.